Chicchi, la maledetta anarchica

“Chicchi”. La chiamavano così. Un po’ Coco un po’ frou frou, a sentirlo. E invece mai un nome fu tanto distante dall’essenza di chi lo portava: lei, Teresa Mattei, detta anche Teresita, partigiana, antifascista, già al Liceo protestò contro l’insegnante che aveva elogiato le leggi razziali.  Andò a Mantova per incontrare don Mazzolari e fu arrestata e lì a contatto con le prostitute, si fece paladina anche di quella piaga sociale che Lina Merlin avrebbe affrontato anni dopo.

Dopo la morte del fratello (suicida in carcere per non tradire sotto tortura), fu incarcerata anche a Perugia dai nazisti e subì le violenze che sempre i vincitori arrecano alle donne.

Racconta Giancarla Codrignani che “da Costituente imparò che anche per i compagni le donne “stanno al loro posto”. Non fu una femminista ante litteram: per la sua generazione la lotta di liberazione (“nessuna Resistenza sarebbe potuta essere senza le donne”) era stato il trampolino per una parità rimasta incompiuta. Le donne non erano ancora cittadine, perché non potevano “acquisire una parte di quella sovranità che spettava a tutti”: anche se “in guerra avevano guidato treni, fatto le postine, finita la guerra erano state rimandate a casa”.

E così diventò ingombrante anche per il suo stesso partito quando rifiutò gli ordini che ritenne bigotti: nell’inverno del 1947 -racconta ancora Codrignani- era rimasta incinta di un uomo sposato e Togliatti decise per  l’aborto. Chicchi reagì: «le ragazze madri in Parlamento non sono rappresentate, dunque le rappresento io».

Chicchi, la “maledetta anarchica” -come la chiamava Togliatti- ubbidì, ma non accettò passivamente l’imposizione del voto a favore dell’inserimento dei Patti Lateranensi nella Costituzione  e per questo rifiutò di candidarsi alle elezioni del 18 aprile 1948.

E sì, lei è anche quella che scelse la mimosa come fiore per celebrare l’8 mar<zo.

Ma fu soprattutto quella che , al politico di turno che le disse
“Signorina, ma lei lo sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?”
alfin rispose:
“Ci sono uomini che non ragionano tutti i giorni del mese”.

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