Ursula Hirschmann, che cambiò più frontiere che scarpe

«Non sono italiana benché abbia figli italiani, non sono tedesca benché la Germania fosse una volta la mia Patria. E non sono nemmeno ebrea, benché sia un puro caso se non sono stata arrestata e poi bruciata in uno dei forni di qualche campo di sterminio… Noi déracinés dell’Europa che abbiamo “cambiato più volte di frontiera che di scarpe” – come dice Brecht, questo re dei déracinés   – anche noi non abbiamo altro da perdere che le nostre catene in un’Europa unita e perciò siamo federalisti.»

Il Bignami della sua vita ce lo offre proprio lei. Ursula Hirschmann. Mai sentita nominare? E’ la donna grazie alla quale oggi esiste l’Europa, l’Europa federale, l’unione di Stati che invece di prendersi a mazzate in guerre di confine ha deciso di aprirle, le frontiere.

Ebrea, antinazista, attivista, femminista, apripista. Tra le altre cose è stata, sì, anche la moglie del filosofo Eugenio Colorni prima e di Altiero Spinelli poi, e spesso è per questo che la si ricorda, la moglie di.

Eppure. Eppure, per dirne solo una, quando il marito, il primo, Colorni, viene arrestato e confinato a Ventotene lei chiede e ottiene di seguirlo. Ed è in quell’isola splendida, di fronte a quel mare, che partecipa alla stesura del Manifesto di Ventotene, la prima pietra della costruzione dell’Europa. Già ma lì stanno tutti rinchiusi. E chi fa uscire il Manifesto da lì? E beh, pensate un po’, le donne. Le donne e Ursula in prima fila, che non erano sottoposte a tutte le restrizioni dei compagni.

Instancabile sempre, continua le battaglie anche dopo la fine della guerra. E nel 1975 fonda a Bruxelles l’associazione Femmes pour l’Europe (Donne per l’Europa) che tuttora promuove l’uguaglianza di genere. Lei, invece, proprio a dicembre di quell’anno, Hirschmann fu colpita da un’emorragia cerebrale da cui non si riprese mai del tutto. E’ morta l’8 gennaio del 1991, oggi sono 30 anni, a 77 anni.

Minerva Lab Sapienza e Noi Rete Donne organizzano una giornata di riflessione su di lei proprio oggi, 8 gennaio, alle 17 su Zoom. Qui trovate i dettagli su come collegarvi.

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