Marini, i proiettili, la vita

Un giorno, a piazza del Gesù, gli arrivò una lettera minatoria con dei proiettili dentro. Nello sconcerto generale, e fra Digos e caos tutto intorno, bussai alla sua porta. -Entra, entra, che c’è? -Franco ma ma.. oh mi dispiace -Ma che? _Franco, la lettera con i proiettili… -Tizià… i proiettili sono della seconda guerra mondiale: manco nuovi, l’hanno comprati… Franco Marini, io non ti dimenticherò mai. Mai.

Senza scommetterci una lira

Per strada, oggi dieci anni fa, mentre andavo a conoscerla in un bar avevo bene in mente cosa fare: ok, mi siedo e glielo dico, che ci siamo divise “qualcuno” di troppo, e addio. “Paletta che freddo”, scrive lei. E fu subito tardi. Alla fine siamo rimaste insieme noi due. Da allora ne abbiamo seppelliti di cadaveri in giardino. Vi dico solo che il bar è stato chiuso per topi. Mi ha fatta entrare guidando a Parigi, dopo dieci anni … Continua a leggere ›

Professorè, da Auschwitz nun po’ tornà nessuno

Una separazione, svariati governi e sei lavori fa Meri Pop decise di non farsi mancare proprio nulla e accettò di fare da portavoce al ministro della Pubblica Istruzione. Un giorno lui la chiamò e disse -Copriti bene che andiamo con gli studenti ad Auschwitz Arrivarono una mattina di gennaio davanti a una montagna di neve bianca dalla quale spuntava un cancello di ferro nero. E sotto una gelida nevicata iniziarono a camminare a fatica tra le stradine dell’inferno. Andarono nelle … Continua a leggere ›

Quando io, Joe e Kamala

L’ho amata sempre, l’ho avuta meno, rispetto al resto. E proprio quando pensavo di essere nel faldone “bilanci” mi sono ritrovata in “ricominciamenti”. Da mercoledì (il 20) ci insediamo in contemporanea io, Joe Biden e Kamala Harris, le 12 a Washington e le 18 a Roma. Spero vivamente non compaia nessuno vestito da gnu da entrambi. Radio Immagina. In diretta dalle 18 alle 19,30 con la quippresente, ospiti, musica e una redazione tosta e stichespiralidosa. La mattina dalle 8 alle … Continua a leggere ›

Ursula Hirschmann, che cambiò più frontiere che scarpe

«Non sono italiana benché abbia figli italiani, non sono tedesca benché la Germania fosse una volta la mia Patria. E non sono nemmeno ebrea, benché sia un puro caso se non sono stata arrestata e poi bruciata in uno dei forni di qualche campo di sterminio… Noi déracinés dell’Europa che abbiamo “cambiato più volte di frontiera che di scarpe” – come dice Brecht, questo re dei déracinés   – anche noi non abbiamo altro da perdere che le nostre catene in un’Europa unita e perciò … Continua a leggere ›

Stacey Abrams, nel blu rivinto di blu

Due anni fa prese una batosta alle elezioni. Per l’amarezza rinunciò pure a riconteggiare i voti. E pianse, pianse per dieci giorni.   Poi però.   Poi però si rialzò. Non si lagnò su come l’avessero fatta fuori gli imbroglioni o i cattivi, no. Era convinta di aver perso perché molte minoranze non erano state messe in grado di votare. Quindi, si disse, se mi servono più voti vediamo intanto di portare più gente a votare.   Ha fondato “Fair … Continua a leggere ›

Saturno pro e contro

Fra poco assisteremo alla Grande Congiunzione Giove Saturno, un fenomeno che si verifica ogni 400 anni, l’avvicinamento di due pianeti estranei che si rincorrono da quattro secoli. Finalmente li vedremo insieme. Li vedremo noi. Perché loro staranno a 800 milioni di chilometri di distanza. La Grande Congiunzione, altra grande metafora dell’amore e dei Dpcm, amiche e amici.

La rivoluzione di Antonella. Che è anche la nostra

Poco fa questa donna ha iniziato una delle scalate più impegnative della sua (e della nostra) vita: Antonella Bellutti due volte campionessa olimpica, si candida alla presidenza del Coni. Spesso diciamo che “ci vorrebbe una donna”: non è così, al Coni serve QUESTA persona, proprio lei che sì, tra l’altro, è anche una donna e sarebbe la prima a ricoprire quella carica. Mai, finora, il Coni ha avuto un vero atleta al suo vertice. Tranne molti campioni di slalom di … Continua a leggere ›

Las Mariposas

Quella mattina il caporale della Polizia Nazionale, Ciriaco de La Rosa, sta scegliendo quattro giovani militari per portare a termine l’incarico ricevuto: i loro nomi sono Alfonso Cruz Valerio, Emilio Estrada Malleta, Néstor Antonio Pérez Terrero e Ramón Emilio Rojas Lora. Per farli muovere in incognito gli fa trovare un maggiolino Volkswagen. Partono il 18 novembre, ma tornarono senza aver eseguito l’ordine perché, dicono al superiore, le tre donne non erano sole, avevano con sé i bambini. Ci riprovano il … Continua a leggere ›

We will Pop you

Ormai credo l’episodio sia conosciuto in ogni vostro anfratto e forse anche entrato negli Annali del giornalismo italiano ma oggi mi corre ugualmente l’obbligo di una ennesima, contrita rievocazione. Che certe colpe non si potranno espiare mai. E dunque Redazione politica e interni del quotidiano nel quale lavoravo, interno giorno, anni fa. Dopo mesi di notizie in breve mi avevano alfin dato una promozione e messa a controllare le agenzie di stampa. Ero ammessa alla riunione di Direzione, si impostava … Continua a leggere ›